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Il conto economico riclassificato: un aiuto concreto per le valutazioni dell'imprenditore. Parte 2.

Come abbiamo capito, guidare la propria azienda con informazioni parziali o esclusivamente su modelli vecchi radicati in azienda da anni non è più consentito in un mondo che come quello di oggi cambia velocissimamente e che richiede alle aziende di essere flessibili e reattive.

Quindi bisogna conoscere intimamente la propria struttura per cogliere le opportunità che il mercato offre cercando di evitare i pericoli che presenta.

Informazioni macro

Solitamente la prima cosa che facciamo è chiedere all’imprenditore la sua sensazione sul come stia andando la sua azienda.

Se lo chiedessimo a voi? Cosa ci rispondereste?

Al netto della risposta che può essere tanto positiva quanto negativa chiediamo un documento che certifichi oltre l’opinione quanto è stato detto e che possa essere utile a conoscere meglio l’azienda...a quel punto…espressioni che cambiano, tentativi di recuperare qualche numero da fogli excel ecc.

Alla fine difficilmente viene fuori qualcosa di chiaro ed esplicativo.

Ecco perché la prima cosa che dobbiamo impostare in azienda è il Conto Economico Riclassificato. Questo strumento, che viene letto dall’alto verso il basso, permette di sezionare l’azienda in più parti ed avere quelle tre/quattro macro informazioni che occorrono per capire dove agire e per dare una priorità alle azioni da compiere nel brevissimo periodo (come detto nella parte 1 è importante non sprecare tempo in attività non profittevoli…il tempo è denaro).

Semplificando in maniera estrema il concetto i fattori chiave di un’azienda sono:

 

   

 


SISTEMA INFORMATIVO


Il CE Riclassificato da una prima risposta alle domande poste su questi tre fondamentali fattori aziendali:

Come ci stiamo comportando sul mercato?
Quanto siamo in grado di vendere i nostri prodotti/servizi?
Assodato che il comparto vendite è performante, quanto margine e quindi quanto sono bravo a produrre tecnicamente il mio prodotto/servizio?
Consolidato che tu sia bravo a vendere e a produrre, quanto sei efficiente nel gestire il resto della mia struttura?
Spreco quanto ottenuto dalla mia bravura tecnica?
Essendo le diverse attività nei diversi comparti svolte da persone, sono presenti le giuste competenze o devo migliorarle?

 Siamo partiti chiedendoci:

Come fare a non disperdere il proprio capitale/tempo nelle mille micro attività che ogni giorno  si svolgono in azienda?

Nel frullatore in cui viviamo, quali sono le attività sulle quali concentrarsi per ottenere la massima resa aziendale?

Avere il polso della situazione e conoscere gli andamenti della propria azienda sempre più approfonditamente è il passaggio fondamentale da fare in azienda per eliminare le inefficienze e ridurre tutti gli eventuali sprechi.

Per fare questo c’è la necessità di avere le informazioni giuste al momento giusto (tempestività che vedremo in seguito). Attività possibile e non complicato ma soprattutto fondamentale per poter ridurre i rischi e garantirci la durata nel tempo della nostra struttura.

 

Scritto da 

Umberto Gallo

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