L'AI sbaglia. E forse non è un caso. L'errore, il narcisismo e il paradosso del token

Massimo Marchetto

Goethe non c'entrava per niente da un punto di vista storico, ma era perfetto per farmi comprendere l'esperienza che stavo vivendo. Non ero arrabbiato per l'errore. Ero soddisfatto — quasi fisicamente soddisfatto — di averlo scoperto. Di aver messo in dubbio. Di aver fatto la domanda giusta. Di essere stato, in quel momento, più bravo della macchina.

Narcisismo nell'era dell'AI

L'AI come slot machine

La macchina della perversione

Automation bias e rinforzo del narcisismo

Più sbaglia, più guadagna
Una volta il potere veniva identificato con la proprietà dei mezzi di produzione, mentre ora viene identificato con il Grande Altro, detentore dei mezzi di modifica del comportamento.

Complotto o sistema?

Coincidenze significative
"La IA rischia di sopraffarci: meglio prenderla con filosofia."
"L'ironia di questo cartello è quasi perfetta: io, un'IA, sto discutendo con te di come la filosofia possa aiutarci a non farci sopraffare... da me. O meglio, dal sistema che rappresento."
Questo articolo lo ha scritto Massimo Marchetto?
Bibliografia
Ultima ammissione di questo articolo: alla base di questo esercizio di scrittura c'è una bibliografia, composta da libri di carta e di articoli online. Anche la mia tendenza naturale a studiare, ad approfondire, a scavare sta mutando. Compartecipo ad un meccanismo rischioso. Da un lato gli autori che si avventurano nell'analisi dell'AI sanno che i loro libri sono una scommessa contro il tempo. Quello che scrivono oggi rischia d'essere banale o falsificato nell'arco di sei mesi. Dall'altro l'enorme sforzo cognitivo che devo fare oggi per non fermarmi alle ricerche online, ma uscire di casa, andare in libreria, cercare tra gli scaffali, sfogliare indici, decidere, portare a casa, inforcare gli occhiali, leggere sperando di capire, spesso non mi ripaga di risultati significativi. Il risultato è che la mia capacità di studio si è rallentata, nello sforzo di contenere la jouissance che deriva dalla ricerca di fonti con l'AI.
Per queste ragioni la bibliografia è parziale, e sarà aggiornata nel tempo. Dichiarare le fonti sembra essere diventato per me l'esercizio più estremo e complesso, fitto di dubbi. Richiede molta più cura di quanto possa sembrare, perchè richiede la convinzione - che non ho - di essere riuscito a cogliere il senso di una scrittura altrui senza l'ausilio di una AI.
Žižek, S. (2023, 7 aprile). "ChatGPT Says What Our Unconscious Radically Represses". Sublation Magazine. Pubblicato originariamente su Berliner Zeitung. — Analisi dei chatbot come "macchine della perversione": dispositivi che permettono la jouissance dell'errore e la deresponsabilizzazione del soggetto attraverso il disconoscimento. Leggi online
Rousselle, D. (2023, 23 dicembre). "Addendum to a Debate on ChatGPT with Slavoj Žižek". Substack. — Approfondimento sulla jouissance discorsiva e sul rapporto tra inconscio e produzione linguistica dei modelli generativi. Leggi online
Zuboff, S. (2019). "The Age of Surveillance Capitalism: The Fight for a Human Future at the New Frontier of Power." New York: PublicAffairs. Ed. italiana: "Il capitalismo della sorveglianza". Roma: LUISS University Press, 2019. — Analisi della trasformazione dei dati comportamentali in materia prima economica.
Floridi, L. (2025). "Filosofia dell'informazione". Raffaello cortina Editore. — Definizione del termine capitale semantico.
Freud, S. (1916). "Una difficolta della psicoanalisi". Trad. Cesare Musatti. In Sigmund Freud. Opere. Vol. 8. Introduzione alla psicoanalisi e altri scritti. Bollati Boringhieri 1989.
Goethe, W. (1808). "Faust e Urfaust". Trad. Giovanni Amoretti. Feltrinelli, 1991. — Il Chorus Misticus come momento di ricongiunzione dello streben faustiano con l'eterno femminino.








